Benvenuti

Benvenuti nel blog di Ekphrasis cenacolo d'arte.Lo scopo di questo spazio consiste nel divulgare e coinvolgere tutti, soci e non, nelle attività  che durante il nostro percorso abbiamo intenzione di realizzare. Si spera sia utile sia a livello informativo che divulgativo.

Artisti & Critici ARTE & CITTÀ Giornata di studi

Mercoledì, 30 Novembre, 2011 Ore 15.30, Gipsoteca della Facoltà di Lettere e Filosofia, Via dell'Aquilone, Perugia

Colloquio con l'artista Bruno CECCOBELL

Giovedì 05 Maggio 2011, ore 16:00, Aula I; Facoltà  di Lettere e Filosofia,Perugia, Piazza Morlacchi

Presentazione del libro di Alessio Monciatti All'origine dell'arte nostra. La Mostra Giottesca del 1937 a Firenze

Presentazione del libro di Alessio Monciatti All'origine dell'arte nostra. La Mostra Giottesca del 1937 a Firenze Mercoledì 30 Marzo 2011, ore 17:00, Perugia, Palazzo dei Priori, Sala dei Notari

La pittura di Francesco Hayez tra Romanticismo e Risorgimento:grandezza e ambiguità di uno dei maestri dell'Ottocento

Conferenza tenuta dal Prof. Emidio de Albentiis Venerdì 25 Marzo ore 17.00 Aula I della Facoltà di Lettere e Filosofia Palazzo Manzoni

Mariano Piervittori. Pittore dell'Italia Unita di Alessandra Migliorati

Il Comune di Foligno, Comitato per le Celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia, Associazione Orfini Numeister e Ekphrasis. Cenacolo d'Arte vi invitano alla presentazione del volume: MARIANO PIERVITTORI. Pittore dell'Italia Unita di Alessandra Migliorati, Edizioni Orfini Numeister.

Cinekphrasis 2/12/10 - Modigliani

M. Davis, I colori dell’anima, 2004
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Cinekphrasis 25/11/10 - Picasso




H. Clouzot, Le mystère Picasso, 1956 
A. Resnais, Guernica, 1950





Programma serata:

Alani Resnais, Guernica
R.: A. Resnais, R. Hessens; T.: P. Eluard; Voci: M. Casàres, J. Pruvost; M.: G. Bernard; 1950; 13 min; b/w
Luciano Emmer, Incontrare Picasso (2000)
Da Picasso: R.: L. Emmer; F./Ph.: Giulio Giannini; Mus. Or.: Roman Vlad; T.: Renato Guttuso, Antonello Trombadori, Antonio del Guercio. 1954, 41 min., col. Ferr., 35 mm
Henri-Georges Clouzot, Le Mystère Picasso
R.: H.G. Clouzot; Sc.: H.G. Clouzot; M.: G. Auric; Dir. Fot.: Claude Renoir; M.: J. de Bretagne. 1956, 76 mm, b/w, col.

Alain Resnais (Vannes, 3 giugno 1922)


Alain Resnais nasce a Vannes, in Francia, il 3 giugno 1922. Pur non aderendovi mai ufficialmente, fu teorico e costante punto di riferimento della Nouvelle Vague. Talento precocissimo, si interessa sin da giovane all'arte, in particolar modo alla musica classica, alla fotografia e al fumetto, oltreché alla letteratura, con le opere di Marcel Proust e André Breton quali nomi di riferimento nel suo percorso personale.
Già a quattordici anni gira il suo primo cortometraggio, L'aventure de Guy (id.), ma è dal 1946, con il lungometraggio Ouvert pour cause d'inventaire (id.) che decide di dedicarsi completamente al cinema e all'attività di regista. La produzione subito successiva evidenzia il forte legame e la passione che l'autore nutre nei confronti dell'arte, in special modo quella figurativa: in poco più di 10 anni gira una ventina di documentari, la maggior parte dei quali hanno come protagonisti i grandi interpreti della pittura dell' '800 e del '900; tra essi vanno ricordati Van Gogh (id., 1947), con cui vinse l'Oscar per il commento scritto, Guernica (id., 1950), Gaugin (id., 1950), il documentario ad episodi Pictura (id., 1951), codiretto insieme a vari registi, tra i quali Luciano Emmer, Enrico Gras e Lauro Venturi, e Les statues meurent aussi (id., 1953), dura critica alla mercificazione dell'arte africana ad opera dell'occidente, che gli costerà il sequestro e la modifica del documentario da parte della censura.
Dopo aver conquistato le platee internazionali con il documentario Notte e nebbia (Nouit et broullard, 1955), Resnais decide di abbandonare il genere per dedicarsi ai lungometraggi di finzione, stimolato anche dall'interesse nei confronti della nascente Nouvelle Vague: il suo primo lavoro di questo tipo, Hiroshima mon amour (id., 1959) conquista fin da subito il consenso della critica specializzata, grazie anche all'uso innovativo della tecnica del flashback, e viene candidato all'Oscar per la miglior sceneggiatura originale nel 1961. Inizia così un'intensa produzione cinematografica, caratterizzata da uno spiccato impegno politico, che rivoluziona il modo comune di concepire ed interpretare il cinema: i codici della narrazione cinematografica tradizionale vengono messi in discussione, l'intreccio classico viene abbandonato in favore di esperimenti spazio-temporali che destabilizzano il genere. Innovazioni tecniche quali combinazioni narrative, realtà aleatorie e non lineari e analogie, oltre al sapiente montaggio, permettono a Resnais di indagare la memoria e l'immaginazione dell'individuo, dimostrando come il caos sia elemento fondante della condizione umana. Il suo cinema di forte impronta anti-naturalista di questo periodo è ben rappresentato da film quali L'anno scorso a Marienbad (L'année dernière à Marienbad, 1961) e La guerra è finita (La guerre est finie, 1966), opere che testimoniano la rivoluzione stilistica operata dal regista. Dopo l'insuccesso di Je t'aime, je t'aime (id., 1968), Resnais decide di ritirarsi temporaneamente dall'attività di regista, ma solo cinque anni dopo, nel 1974, tornerà dietro la macchina da presa con Stravinsky, il grande truffatore (Stravinsky): ritrovati gli stimoli, il regista francese riprenderà anche la sua ricerca stilistica, approfondendo la sperimentazione formale tipica della sua produzione con capolavori quali Providence (id., 1977) e Mio zio d'America (Mon oncle d'Amérique, 1980). Svolta e apice formale allo stesso tempo è rappresentata da La vita è un romanzo (La vie est un roman, 1982), dove le intuizioni e le sperimentazioni dell'autore vengono estremizzate: difficile da incasellare in un singolo genere cinematografico, il film mescola sapientemente la commedia con il musical, il fantasy e il genere storico, oltre a presentare intricati artifici narrativi in cui molteplici piani temporali si sovrappongono tra loro.
Dopo i melodrammi L'amour à mort (id., 1984) e Melò (id., 1986), Resnais si interesserà nuovamente alle arti figurative con Voglio tornare a casa! (I want go to home, 1989), omaggio al fumettista Jules Feiffer.
Gli anni novanta e duemila continuano sull'onda della sperimentazione e vedono Resnais protagonista a teatro, grazie anche alla florida collaborazione con il commediografo inglese Alan Ayckbourn: il dittico Smoking/No Smoking (id., 1993) esaspera il relativismo dei piani temporali tanto caro al regista, mentre con il musical Parole, parole, parole... (On connaît la chanson, 1997) viene sviluppato l'aspetto ludico del suo cinema, attraverso la sostituzione dei dialoghi con celebri canzoni francesi; la commedia Cuori (Cœurs) del 2006 vincerà il Leone d'argento per la regia alla Mostra del cinema di Venezia dello stesso anno.
È del 2009, infine, l'ennesimo ritorno al grande schermo del regista francese con Gli amori folli (Les herbes folles), adattamento del romanzo di Christian Gailly L'incident.
Marco Ramacci

Bibliografia essenziale:
-Roberto Zemignan, Alain Resnais. L'avventura dei linguaggi, Il Castoro, 2008.
-Alessandro Izzi, Alain Resnais e il cinema permutato, Edizioni Unica, 2009.
-Vv. Aa., La Nouvelle Vague. Il cinema secondo Chabrol, Godard, Resnais, Rivette, Rohmer, Truffaut, Minimum Fax, 2009.



Henri-Georges Clouzot (Niort, 20 novembre 1907 – Parigi, 12 gennaio 1977)

Henri-Georges Clouzot nasce a Niort, in Francia, il 20 novembre 1907. Regista trasversale, a causa della sua poetica estrema e fuori dalle righe fu ingiustamente poco considerato da certa critica se non “di genere”. Solo in tempi recenti infatti si è tornati a parlare di lui: basti pensare che prima del 1998, in Italia l'ultimo scritto critico su questo autore era datato 1951.
Eppure risulta essere una figura chiave del cinema francese: i suoi lavori saranno fondamentali per il passaggio dal “Realismo poetico” degli anni trenta alla florida stagione della Nouvelle Vague, di cui egli però non farà mai parte, né verrà mai accostato, sempre a causa dei suoi lavori considerati troppo eccessivi. Pur avendo come compagni di viaggio gli appartenenti della cosiddetta “Generazione della qualità” (Autant-Lara, Clement e Cayatte), si discosterà parzialmente dal loro stile e dalle loro tematiche. Clouzot infatti con le sue opere sarà nettamente distante da qualsiasi ideologia scaturita dalla guerra e dalla Resitenza e per questo sarà accolto positivamente solo dagli iconoclasti della nuova leva critica, oltreché apertamente ostacolato dal resto della critica ufficiale, fino ad essere allontanato dalla macchina da presa. Lo stile del regista francese può essere definito come un espressionismo che porta il noir all'estremo: film come L'assassino abita al 21 (L'assassin habite...au 21), con cui esordì nel 1943, o Legittima difesa (Quai des Orfèvres, 1947) sono validi esempi del pessimismo storico di Clouzot e della sua consapevolezza che il male è presente in tutto il mondo e si nasconde dietro il volto di ogni individuo. Questa sua poetica, che trova un naturale parallelo a livello visivo (frequente e brusco alternarsi di luci ed ombre, ambienti immersi nella nebbia e nel fumo, dimore spesso squallide e decadenti), lo costringe ai margini dei circuiti cinematografici generalmente apprezzati e le sue scelte anticonvenzionali generano in più di un'occasione fraintendimenti e stroncature: per il film Il corvo (Le corbeau, 1943) fu accusato di collaborazionismo con il regime nazista e addirittura epurato dopo la Liberazione (quando invece l'opera non è altro che una magnifica rappresentazione del clima di paura e di sospetto ai tempi dell'occupazione tedesca in Francia).
Nonostante ciò Clouzot continuerà la sua opera, estremizzando per quanto possibile le intuizioni formali frutto della sua ricerca: in Manon (id., 1949), in cui un partigiano salva una giovane ragazza accusata di aver fraternizzato con i nazisti, il noir diventa dichiarata esercitazione sadica (e torneranno ancora incessanti le critiche al regista), mentre il raccapricciante collegio de I diabolici (Le diaboliques, 1954) viene popolato da sinistri fantasmi. Ma è nel 1953 che realizza il suo capolavoro, summa di tutti gli sforzi impiegati nella sua costante ricerca: Vite vendute (Le salaire de la peur) è un trattato sulla paura e la meschinità umana; Clouzot con occhio disincantato delinea l'inevitabile disperazione in cui la società postmoderna è costretta ad abbandonarsi.
Prima di chiudere definitivamente la propria carriera nel 1968 con La prigioniera (Le prisonnière, 1968), Clouzot saprà esercitarsi in quello che rappresenta un unicum nella sua filmografia e, sotto certi punti di vista, un passaggio inaspettato: Il mistero Picasso (Le mystère Picasso, 1955), audace documentario d'arte in cui il regista riesce a sovrapporre (e in alcuni casi a superare) l'occhio del grande pittore spagnolo con quello della macchina da presa.
Ritiratosi definitivamente dalla scena, non riprese più in mano la cinepresa; comparve nel documentario a lui dedicato Histoire du cinéma français par ceuxqui l'ont fait del 1974. Morirà 3 anni dopo a Parigi, il 12 gennaio 1977.
Marco Ramacci

Bibliografia:
-Aldo Tassone (a cura di), France cinema, Il Castoro, 1998.
-Pietro Bianchi, Henri-Georges Clouzot, Guanda, 1951.


ulteriori informazioni...
                                                            
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Cinekphrasis 18/11/10 -Michelangelo



M. Antonioni, Lo sguardo di Michelangelo, 2004
L. Emmer, La sublime fatica, 1966
C. L. Ragghianti, Michelangelo, 1964
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Don Kimes e il tempo nel quale si è formato come artista

 


Don Kimes 
e il tempo nel quale si è formato come artista


Sabato 13 Novembre alle ore 11.30
Sala delle Adunanze della Facoltà di Lettere e Filosofia






Voltiamo pagina verso il contemporaneo, questa volta la storia dell’arte americana raccontata attraverso l’esperienza dell’artista Don Kimes. L’associazione Ekphrasis. Cenacolo d’arte è lieta di presentare la conferenza “Don Kimes e il tempo nel quale si è formato come artista” organizzato in collaborazione con la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Perugia e l’artista Rosella Vasta. L’incontro si terrà sabato 13 Novembre alle ore 11.30 presso la Sala delle Adunanze della Facoltà di Lettere e Filosofia. Durante l’incontro, l’artista americano Don Kimes farà riferimento anche al suo saggio contenuto nel libro “Interruptio” e come in un cenacolo artistico vorrà condividere le sue esperienze con gli studenti. 

“Interuptio” è il titolo del lobro scritto in occasione della mostra di Don Kimes e Rosella Vasta presso la galleria d’arte tuderte Extra Moenia, pubblicato da Effe Fabrizio Fabbri Editore. L’idea della mostra e il libro sono incentrate sulle riflessioni riguardo il concetto di interruzione a partire dalle proprie esperienze personali.

Don Kimes è un pittore e professore di arte presso importanti istituti d’arte americani. Nella sua carriera artistica espone in oltre 150 mostre fra collettive e personali dagli Stati Uniti all’Italia, dal Messico alla Lettonia, sempre a fianco dei maggiori artisti contemporanei. La sua formazione artistica e teorica si svolge negli anni Settanta tra Westminster College in Pennsylvania, Universidad Iber Americana di Mexico City e la New York School.
Il primo contatto con l’Umbria risale al 1993, dove nel 1994 vince una borsa di soggiorno di un anno per artisti presso Camerata di Todi. Ispirato dalla serenità dei luoghi vi ritorna frequentemente incontrando e discutendo con gli artisti residenti nella zona su temi come tempo, immortalità, cambiamento, spazio pittorico. Nel testo di un catalogo del 1996, Kimes scrive che l’Italia offre la possibilità di riflettere sul rapporto tra natura, cultura e lo scorrere del tempo, concludendo che la natura ha il potere di riprendere tutto indietro. Nello stesso anno diventa uno dei direttori fondatori dell’American University Studio Art Programs a Roma, Firenze ed Umbria. Espone prevalentemente in Umbria, nelle città come Perugia, Corciano, Todi, Città di Castello e Montecastello di Vibio. Alcune delle sue opere sono presenti nelle collezioni della Regione Umbria e Adriano Bigi di Milano.
Alla Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Firenze del 2001 gli viene conferita la Medaglia Medici, partecipandovi anche nella edizione successiva. Nel 2009 riceve il premio “Artist in Residence” dello Studio Art Centers International a Firenze. Attualmente è professore di arte all’American University a Washington DC e direttore artistico del dipartimento di Arte Visive al Chautauqua Institution (VACI), Chautauqua (NY). Inoltre ha presieduto e diretto diverse conferenze sull’arte a confronto con la società contemporanea.
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Festa a Palazzo

Sono oltre 120 le dimore storiche di Foligno che mantengono inalterate le architetture originali, la maggior parte impreziosite da pregevoli cicli pittorici. L'iniziativa Festa a Palazzo intende celebrare questo patrimonio favorendo l'incontro con le varie espressioni artistiche: la musica, la letteratura, l'architettura, ecc.

Il tema dell'edizione 2010 è il design. Durante il XX secolo il design ha assunto sempre maggiore importanza nella cultura e nella vita quotidiana. Il suo raggio d'azione abbraccia oggetti, forme di comunicazione grafica e sistemi integrati che spaziano dalla tecnologia dell'informazione agli ambienti urbani.

Il programma prevede un appuntamento anche a Montefalco ed uno a Perugia.
Per informazioni e prenotazioni: tel 0742 330584



PROGRAMMI
venerdì 12 novembre 2010
FOLIGNO

Palazzo Trinci-Sala Conferenze, ore 21
Incontro con Daniele Vincenzi e Elena Brigi
"Lampi di design di Dino Gavina"
Alle ore 22.30 visita di Palazzo Trasciatti
via Cesare Agostini, 20
sabato 27 novembre 2010
MONTEFALCO

Palazzo Comunale, ore 21
Incontro con Giovanna Castiglioni
"Alla Castiglioni..."
Alle ore 22.30 visita di Palazzo Senili
Corso Mameli, 17
sabato 4 dicembre 2010
FOLIGNO

Palazzo Trinci-Sala Conferenze, ore 21
Incontro con Barbara Fornasetti
"L'artista alchimista e la bottega fantastica"
Alle ore 22.30 visita di Palazzo Benedetti Roncalli
via Mazzini, 119
sabato 11 dicembre 2010
PERUGIA

Palazzo Connestabile della Staffa, piazza Danti 28, ore 21
Incontro con Matteo Ragni
"Design: my way"
Alle ore 22.30 visita del Palazzo sede della Fondazione Umbra per l'Architettura
sabato 8 gennaio 2011
FOLIGNO

Palazzo Trinci-Sala Conferenze, ore 21 
Incontro con Enzo Mari
"Non sapere il design"
Alle ore 22.30 visita di Palazzo Candiotti (II piano) 
Largo Federico Frezzi, 4


Festa a Palazzo quest'anno oltre ai consueti appuntamenti serali con la visita di palazzi inediti, propone un itinerario turistico di visita di alcuni dei più interessanti edifici storici della città di Foligno. Le visite guidate si effettueranno nei weekend di novembre (a partire dal 13) e dicembre

MODALITA' DI VISITA
Novembre: sabato 13, 20 e 27; domenica 14, 21 e 28
Dicembre: sabato 4, 11 e 18; domenica 5, 12 e 19
Il sabato due turni di visita: I turno, ore 16; II turno, ore 17
La domenica tre turni di visita:
mattina, ore 11; pomeriggio, I turno ore 16, II turno ore 17
Prenotazione:
obbligatoria
Informazioni e prenotazioni: tel 0742 330584
Durata visita
: ore 2 circa
Punto di partenza: Corte di Palazzo Trinci
Gruppi: minimo 15 persone
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